Gli Associati si raccontano

Azienda AgricolaDante e Oriano Caretti

Cooperativa Lavoratori della Terradi Medicina (Bologna)

Redazione Ruminantia

Apros

Azienda Agricola Dante e Oriano Caretti,

da oltre 10 anni associata ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi

“Un senso di appartenenza che ci fa sentire protagonisti” afferma Lorenza Caretti

Martedì 10 Maggio 2022

Era il mese di maggio del 2012, dieci anni fa.
L’Emilia Romagna fu sferzata da un terremoto di cui non si aveva ricordo in tempi recenti.
Tra le innumerevoli immagini che testimoniavano la distruzione causata da una serie di
scosse telluriche che accompagnarono per un lungo periodo quella primavera, ce ne furono
alcune che più di altre rimasero impresse.
Erano quelle che ritraevano le numerose forme di formaggio Parmigiano Reggiano precipitate
dalle scalere del magazzino dove erano riposte. Quel magazzino si trovava e si trova tuttora a
San Giovanni in Persiceto, provincia di Bologna, e appartiene all’Azienda Agricola F.lli
Caretti Dante e Oriano, da oltre dieci anni associata ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi.
Sui circa 300 ettari di cui l’azienda dispone il 60% della superficie è coltivata a erba medica,
mentre la rimanente parte va in rotazione a grano e/o a sorgo.
“Il nostro impianto di essicazione di erba medica risponde alla nostra esigenza di lavorare un
prodotto che durante la lavorazione non perda le sue qualità nutrizionali – racconta
Lorenza Caretti che in azienda si occupa della parte amministrativa – Nella nostra stalla
contiamo 400 bovine da latte, tutte Frisone, di cui 160 in mungitura che producono latte
interamente destinato al Parmigiano Reggiano. È quindi evidente che per ottenere un
prodotto di elevata qualità, l’alimentazione da fornire al bestiame deve essere all’altezza delle
aspettative”.
Quanta erba medica producete in media ogni anno e quanti sfalci riuscite a fare?
“Le grandi variazioni climatiche che stiamo registrando in questi ultimi anni condizionano un
andamento che in passato era consolidato – precisa Lorenza Caretti – ciononostante
riusciamo a effettuare 5-6 sfalci per una produzione complessiva che nel 2021 ha raggiunto
1.800 tonnellate. Si tratta di un quantitativo che soddisfa totalmente il nostro fabbisogno
aziendale, permettendoci di riservare una quota di prodotto essiccato che vendiamo ad altri
allevamenti della zona”.
Qual è dal suo punto di vista il valore aggiunto che deriva dall’essere associati ad AIFE/Filiera
Italiana Foraggi?
“Innanzitutto l’informazione su normative, iniziative, progetti legati al nostro settore
che viene garantita sempre molto capillarmente, garantendo pari dignità anche a realtà come
la nostra che non può vantare le dimensioni dei grandi gruppi di essiccazione e disidratazione
di erba medica presenti sul mercato. Ritengo che questo sia un aspetto molto importante
perché ci trasmette un senso di appartenenza che favorisce il confronto, stimola le decisioni
da prendere che devono essere sempre indirizzate all’innovazione. In una parola ci sentiamo
protagonisti e mi creda, in un settore come il nostro, spesso al centro di attacchi ingiustificati,
sentirsi parte di un’organizzazione che ci supporta e ci aggiorna costantemente non è poco”.
Quali sono i progetti futuri dell’azienda agricola Caretti?
“Abbiamo in cantiere la realizzazione di una nuova stalla per 250 capi in mungitura con la
rimonta interna – sottolinea ancora Lorenza Caretti – È un progetto importante a cui stiamo
lavorando da un po’ di tempo perché vogliamo che l’innovazione tecnologica legata alla
gestione della mandria sia la cifra che lo caratterizza”.
Quante forme di Parmigiano Reggiano producete in media ogni anno?

“Quelle prodotte dal latte ottenuto nel nostro allevamento si aggirano intorno alle 4.000
unità. Il nostro caseificio però lavora anche latte proveniente da altre aziende e
complessivamente arriviamo a un totale di 16.000 forme/anno”.
Le immagini delle forme di Parmigiano Reggiano rovinate a terra, rotte, molte delle quali da
buttare sono un ricordo doloroso legato al terremoto del maggio 2012. Quanto tempo vi ci volle
per ripristinare il magazzino?
“Nella paura e nella disperazione di quei giorni solo il magazzino, fortunatamente, subì dei
danni. Non la stalla e nemmeno il caseificio dove abbiamo continuano a produrre senza
fermarci mai. Alla fine del 2012, quindi dopo quasi sei mesi dal terremoto, riuscimmo a
mettere nel nuovo magazzino, dotato delle più moderne ed efficienti strutture antisismiche, le
prime forme di Parmigiano Reggiano. La paura e la disperazione dei primi momenti lasciò
spazio alla soddisfazione di poter ripartire forse più forti, ma sicuramente ancor più motivati
di prima”.

Lorenza Caretti

Solo nel 2021

l'azienda agricola Caretti ha prodotto 1.800 tonnellate di erba medica successivamente essiccata nell'impianto aziendale e destinata all'alimentazione delle 400 bovine da latte allevate per la produzione di Parmigiano Reggiano

Dopo il terremoto del 2012

quando il magazzino dell'azienda agricola Caretti subì ingenti danni, la ricostruzione si concentrò sulla realizzazione di scalere antisismiche, moderne ed efficienti che a soli sei mesi dal sisma tornarono a ospitare le forme di Parmigiano Reggiano

Questa foto fece il giro del mondo

il terremoto del maggio 2012 distrusse le scalere e migliaia di forme di Parmigiano Reggiano

Cooperativa Lavoratori della Terra di Medicina (Bologna)

 

Con AIFE/Filiera Italiana Foraggi un legame antico che valorizza tradizione e innovazione tecnologica

Lunedì 6 Giugno 2022

AIFE e Cooperativa Lavoratori della Terra di Medicina (Bologna): un legame che dura da decenni e che per entrambi riveste un valore che ne caratterizza le peculiarità.
Fondata nel lontano 1889, la CLT Soc. Coop. Agricola rappresenta per il territorio un’importante realtà imprenditoriale che nel corso del tempo ha saputo dare lavoro a un cospicuo numero di famiglie, valorizzare le produzioni agricole promuovendo una costante innovazione tecnologica che ancora oggi le permette di ricoprire un ruolo di primo piano all’interno di un panorama che definire fluido, in tempi così complessi come quelli che stiamo vivendo, è un puro eufemismo.
“La nostra cooperativa si estende per 1.400 ettari sull’intero territorio del Comune di Medicina con quattro corpi aziendali – ci spiega Marco Pederzoli, direttore della CLT - dove in quello centrale si concentra l’attività di trasformazione dei foraggi, un’attività iniziata nei lontani anni ’60 con i primi processi di disidratazione e via via proseguita con la necessaria evoluzione tecnologica, fino ad arrivare alla fine degli anni Novanta con l’essiccazione e la disidratazione dell’erba medica trasformata in pellet e successivamente in balloni. Fino a una decina di anni fa i quantitativi prodotti mediamente ogni anno raggiungevano circa 10.000 tonnellate poi nel 2012, con la realizzazione di un impianto a biogas da 1 MW, abbiamo iniziato a differenziare le coltivazioni suddividendole in egual misura tra mais, grano, barbabietola e erba medica, oggi prodotta su un totale di circa 350 ettari di terreno”.
Attualmente la CLT produce una media annua di 3.500 tonnellate di erba medica essiccata e disidratata che viene venduta in gran parte ad aziende zootecniche del nord Italia, soprattutto a stalle di bovine da latte.
“Quando si parla di erba medica ogni addetto ai lavori pensa a Medicina e al suo territorio – continua Pederzoli – un territorio vocato a questo tipo di coltivazione che proprio per le sue caratteristiche garantisce un prodotto qualitativamente eccellente che nel tempo ha saputo fidelizzare la nostra clientela, sempre soddisfatta dei risultati ottenuti fornendo al bestiame allevato l’erba medica di nostra produzione”.
Socia di AIFE/Filiera Italiana Foraggi da diversi decenni, la CLT vive questa sua appartenenza come un plus di cui sarebbe impensabile fare a meno.
“In un mondo sempre in evoluzione e spesso oggetto di duri attacchi come quello agricolo – sottolinea Marco Pederzoli – gli operatori del settore come noi hanno da sempre la necessità di poter contare su un riferimento autorevole che, come nel caso di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, è presente ai Tavoli istituzionali importanti, nazionali ed esteri, dove si prendono le decisioni che contano, quelle che delineano il futuro della nostra attività. Questo a mio giudizio è il vero, grande aiuto che arriva da AIFE/Filiera Italiana Foraggi, un aiuto di cui avremo sempre più bisogno e di cui non potremo fare a meno se vogliamo continuare a produrre qualità nel rispetto di una competitività che deve avere sempre uno sguardo rivolto alla equa redditività degli operatori”.
Ed è con questa prospettiva che la CLT continua a guardare avanti e sta progettando di convertire a biometano il suo impianto a biogas, nel rispetto di quanto prevedono le normative con uno sguardo rivolto ai vantaggi che ne deriveranno in termini di autosufficienza per il funzionamento degli impianti di essiccazione e disidratazione dell’erba medica.
“Stiamo sopportando dei costi energetici enormi – conclude le sue riflessioni Marco Pederzoli – e fortunatamente, da inizio 2022, le quotazioni dell’erba medica sono soddisfacenti. Questo però non compensa gli aumenti che stiamo sostenendo e non può per questo consolare. Purtroppo la situazione internazionale, le speculazioni in atto che di fatto stanno letteralmente drogando il mercato non consentono a nessuno di fare previsioni nemmeno a brevissimo termine. Se a questo poi aggiungiamo le condizioni climatiche che influiscono inevitabilmente sull’andamento produttivo delle colture si fa presto a comprendere la complessità in cui ci muoviamo. La diversificazione produttiva che abbiamo adottato negli anni si sta rivelando una buona scelta e riguardo la produzione di erba medica ritengo che, con il divieto imposto dalla nuova normativa di utilizzare il mais per l’alimentazione degli impianti a biogas, in futuro potremmo prendere in considerazione la possibilità di ridurre la superficie attualmente coltivata a mais per aumentare quella destinata a produrre erba medica”.

Marco Pederzoli, direttore della CLT di Medicina (Bologna)

La CLT Soc. Coop. Agricola di Medicina

si estende per 1.400 ettari sull’intero territorio del Comune di Medicina con quattro corpi aziendali. In questa suggestiva veduta aerea quello principale

Sfalcio della CLT di Medicina

In questo video lo sfalcio, la raccolta e la successiva lavorazione dell’erba medica prodotta dalla CLT di Medicina

Per gentile concessione del portale Ruminantia (www.ruminantia.it)

 Conoscere la medica disidratata per utilizzarla al meglio

Martedì 19 Luglio

Visualizza il Documento

APROS, il valore del seme certificato per una produzione di qualità

Mercoledì 3 Agosto

Visualizza il Documento

Azienda AgricolaDante e Oriano Caretti

Azienda Agricola Dante e Oriano Caretti,

da oltre 10 anni associata ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi

“Un senso di appartenenza che ci fa sentire protagonisti” afferma Lorenza Caretti

Martedì 10 Maggio 2022

Era il mese di maggio del 2012, dieci anni fa.
L’Emilia Romagna fu sferzata da un terremoto di cui non si aveva ricordo in tempi recenti.
Tra le innumerevoli immagini che testimoniavano la distruzione causata da una serie di
scosse telluriche che accompagnarono per un lungo periodo quella primavera, ce ne furono
alcune che più di altre rimasero impresse.
Erano quelle che ritraevano le numerose forme di formaggio Parmigiano Reggiano precipitate
dalle scalere del magazzino dove erano riposte. Quel magazzino si trovava e si trova tuttora a
San Giovanni in Persiceto, provincia di Bologna, e appartiene all’Azienda Agricola F.lli
Caretti Dante e Oriano, da oltre dieci anni associata ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi.
Sui circa 300 ettari di cui l’azienda dispone il 60% della superficie è coltivata a erba medica,
mentre la rimanente parte va in rotazione a grano e/o a sorgo.
“Il nostro impianto di essicazione di erba medica risponde alla nostra esigenza di lavorare un
prodotto che durante la lavorazione non perda le sue qualità nutrizionali – racconta
Lorenza Caretti che in azienda si occupa della parte amministrativa – Nella nostra stalla
contiamo 400 bovine da latte, tutte Frisone, di cui 160 in mungitura che producono latte
interamente destinato al Parmigiano Reggiano. È quindi evidente che per ottenere un
prodotto di elevata qualità, l’alimentazione da fornire al bestiame deve essere all’altezza delle
aspettative”.
Quanta erba medica producete in media ogni anno e quanti sfalci riuscite a fare?
“Le grandi variazioni climatiche che stiamo registrando in questi ultimi anni condizionano un
andamento che in passato era consolidato – precisa Lorenza Caretti – ciononostante
riusciamo a effettuare 5-6 sfalci per una produzione complessiva che nel 2021 ha raggiunto
1.800 tonnellate. Si tratta di un quantitativo che soddisfa totalmente il nostro fabbisogno
aziendale, permettendoci di riservare una quota di prodotto essiccato che vendiamo ad altri
allevamenti della zona”.
Qual è dal suo punto di vista il valore aggiunto che deriva dall’essere associati ad AIFE/Filiera
Italiana Foraggi?
“Innanzitutto l’informazione su normative, iniziative, progetti legati al nostro settore
che viene garantita sempre molto capillarmente, garantendo pari dignità anche a realtà come
la nostra che non può vantare le dimensioni dei grandi gruppi di essiccazione e disidratazione
di erba medica presenti sul mercato. Ritengo che questo sia un aspetto molto importante
perché ci trasmette un senso di appartenenza che favorisce il confronto, stimola le decisioni
da prendere che devono essere sempre indirizzate all’innovazione. In una parola ci sentiamo
protagonisti e mi creda, in un settore come il nostro, spesso al centro di attacchi ingiustificati,
sentirsi parte di un’organizzazione che ci supporta e ci aggiorna costantemente non è poco”.
Quali sono i progetti futuri dell’azienda agricola Caretti?
“Abbiamo in cantiere la realizzazione di una nuova stalla per 250 capi in mungitura con la
rimonta interna – sottolinea ancora Lorenza Caretti – È un progetto importante a cui stiamo
lavorando da un po’ di tempo perché vogliamo che l’innovazione tecnologica legata alla
gestione della mandria sia la cifra che lo caratterizza”.
Quante forme di Parmigiano Reggiano producete in media ogni anno?

“Quelle prodotte dal latte ottenuto nel nostro allevamento si aggirano intorno alle 4.000
unità. Il nostro caseificio però lavora anche latte proveniente da altre aziende e
complessivamente arriviamo a un totale di 16.000 forme/anno”.
Le immagini delle forme di Parmigiano Reggiano rovinate a terra, rotte, molte delle quali da
buttare sono un ricordo doloroso legato al terremoto del maggio 2012. Quanto tempo vi ci volle
per ripristinare il magazzino?
“Nella paura e nella disperazione di quei giorni solo il magazzino, fortunatamente, subì dei
danni. Non la stalla e nemmeno il caseificio dove abbiamo continuano a produrre senza
fermarci mai. Alla fine del 2012, quindi dopo quasi sei mesi dal terremoto, riuscimmo a
mettere nel nuovo magazzino, dotato delle più moderne ed efficienti strutture antisismiche, le
prime forme di Parmigiano Reggiano. La paura e la disperazione dei primi momenti lasciò
spazio alla soddisfazione di poter ripartire forse più forti, ma sicuramente ancor più motivati
di prima”.

Lorenza Caretti

Solo nel 2021

l'azienda agricola Caretti ha prodotto 1.800 tonnellate di erba medica successivamente essiccata nell'impianto aziendale e destinata all'alimentazione delle 400 bovine da latte allevate per la produzione di Parmigiano Reggiano

Dopo il terremoto del 2012

quando il magazzino dell'azienda agricola Caretti subì ingenti danni, la ricostruzione si concentrò sulla realizzazione di scalere antisismiche, moderne ed efficienti che a soli sei mesi dal sisma tornarono a ospitare le forme di Parmigiano Reggiano

Questa foto fece il giro del mondo

il terremoto del maggio 2012 distrusse le scalere e migliaia di forme di Parmigiano Reggiano

Cooperativa Lavoratoridella Terra di Medicina (Bologna)

Cooperativa Lavoratori della Terra di Medicina (Bologna)

 

Con AIFE/Filiera Italiana Foraggi un legame antico che valorizza tradizione e innovazione tecnologica

Lunedì 6 Giugno 2022

AIFE e Cooperativa Lavoratori della Terra di Medicina (Bologna): un legame che dura da decenni e che per entrambi riveste un valore che ne caratterizza le peculiarità.
Fondata nel lontano 1889, la CLT Soc. Coop. Agricola rappresenta per il territorio un’importante realtà imprenditoriale che nel corso del tempo ha saputo dare lavoro a un cospicuo numero di famiglie, valorizzare le produzioni agricole promuovendo una costante innovazione tecnologica che ancora oggi le permette di ricoprire un ruolo di primo piano all’interno di un panorama che definire fluido, in tempi così complessi come quelli che stiamo vivendo, è un puro eufemismo.
“La nostra cooperativa si estende per 1.400 ettari sull’intero territorio del Comune di Medicina con quattro corpi aziendali – ci spiega Marco Pederzoli, direttore della CLT - dove in quello centrale si concentra l’attività di trasformazione dei foraggi, un’attività iniziata nei lontani anni ’60 con i primi processi di disidratazione e via via proseguita con la necessaria evoluzione tecnologica, fino ad arrivare alla fine degli anni Novanta con l’essiccazione e la disidratazione dell’erba medica trasformata in pellet e successivamente in balloni. Fino a una decina di anni fa i quantitativi prodotti mediamente ogni anno raggiungevano circa 10.000 tonnellate poi nel 2012, con la realizzazione di un impianto a biogas da 1 MW, abbiamo iniziato a differenziare le coltivazioni suddividendole in egual misura tra mais, grano, barbabietola e erba medica, oggi prodotta su un totale di circa 350 ettari di terreno”.
Attualmente la CLT produce una media annua di 3.500 tonnellate di erba medica essiccata e disidratata che viene venduta in gran parte ad aziende zootecniche del nord Italia, soprattutto a stalle di bovine da latte.
“Quando si parla di erba medica ogni addetto ai lavori pensa a Medicina e al suo territorio – continua Pederzoli – un territorio vocato a questo tipo di coltivazione che proprio per le sue caratteristiche garantisce un prodotto qualitativamente eccellente che nel tempo ha saputo fidelizzare la nostra clientela, sempre soddisfatta dei risultati ottenuti fornendo al bestiame allevato l’erba medica di nostra produzione”.
Socia di AIFE/Filiera Italiana Foraggi da diversi decenni, la CLT vive questa sua appartenenza come un plus di cui sarebbe impensabile fare a meno.
“In un mondo sempre in evoluzione e spesso oggetto di duri attacchi come quello agricolo – sottolinea Marco Pederzoli – gli operatori del settore come noi hanno da sempre la necessità di poter contare su un riferimento autorevole che, come nel caso di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, è presente ai Tavoli istituzionali importanti, nazionali ed esteri, dove si prendono le decisioni che contano, quelle che delineano il futuro della nostra attività. Questo a mio giudizio è il vero, grande aiuto che arriva da AIFE/Filiera Italiana Foraggi, un aiuto di cui avremo sempre più bisogno e di cui non potremo fare a meno se vogliamo continuare a produrre qualità nel rispetto di una competitività che deve avere sempre uno sguardo rivolto alla equa redditività degli operatori”.
Ed è con questa prospettiva che la CLT continua a guardare avanti e sta progettando di convertire a biometano il suo impianto a biogas, nel rispetto di quanto prevedono le normative con uno sguardo rivolto ai vantaggi che ne deriveranno in termini di autosufficienza per il funzionamento degli impianti di essiccazione e disidratazione dell’erba medica.
“Stiamo sopportando dei costi energetici enormi – conclude le sue riflessioni Marco Pederzoli – e fortunatamente, da inizio 2022, le quotazioni dell’erba medica sono soddisfacenti. Questo però non compensa gli aumenti che stiamo sostenendo e non può per questo consolare. Purtroppo la situazione internazionale, le speculazioni in atto che di fatto stanno letteralmente drogando il mercato non consentono a nessuno di fare previsioni nemmeno a brevissimo termine. Se a questo poi aggiungiamo le condizioni climatiche che influiscono inevitabilmente sull’andamento produttivo delle colture si fa presto a comprendere la complessità in cui ci muoviamo. La diversificazione produttiva che abbiamo adottato negli anni si sta rivelando una buona scelta e riguardo la produzione di erba medica ritengo che, con il divieto imposto dalla nuova normativa di utilizzare il mais per l’alimentazione degli impianti a biogas, in futuro potremmo prendere in considerazione la possibilità di ridurre la superficie attualmente coltivata a mais per aumentare quella destinata a produrre erba medica”.

Marco Pederzoli, direttore della CLT di Medicina (Bologna)

Sfalcio della CLT di Medicina

In questo video lo sfalcio, la raccolta e la successiva lavorazione dell’erba medica prodotta dalla CLT di Medicina

La CLT Soc. Coop. Agricola di Medicina

si estende per 1.400 ettari sull’intero territorio del Comune di Medicina con quattro corpi aziendali. In questa suggestiva veduta aerea quello principale

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© 2022 AIFE. Tutti i diritti riservati. Designed by The Web Factory

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