INTERVISTA A EIKO DUURSEMA PRESIDENTE CIDE

“Più aiuti comunitari al settore per raggiungere l’autosufficienza europea nella produzione di proteine vegetali”

Da oltre 10 anni Eiko Duursema è presidente di CIDE, la Commissione Intersindacale dei Disidratatori Europei che rappresenta le più importanti Associazioni nazionali di essiccazione e disidratazione dei foraggi del Vecchio Continente in rappresentanza dei Paesi maggiori produttori. All’interno di CIDE l’Italia, che con una produzione di circa 1 milione di tonnellate/anno si posiziona come secondo produttore europeo dopo la Spagna, è rappresentata da AIFE/Filiera Italiana Foraggi. Dottor Duursema, qual è lo stato di salute del settore dei foraggi essiccati in Europa? “Il nostro comparto è nato in Europa circa 85 anni fa. Nel corso di questo periodo ha vissuto e superato molte situazioni complesse, dimostrando però sempre di possedere la necessaria flessibilità per dare le giuste risposte a un mondo in continua evoluzione. Ne è una dimostrazione la capacità di rispondere adeguatamente al processo legato alla transizione energetica passando dal petrolio al gas, dal gas al carbone e dal carbone alle biomasse e al gas verde. Dobbiamo poi aggiungere che non più di una decina di anni fa, con la progressiva riduzione del contributo UE che arrivò di fatto ad azzerarsi, in molti ritenevano che l’80% delle aziende sarebbe scomparso. In realtà quello stesso 80% è sopravvissuto senza più godere degli aiuti comunitari riuscendo invece a migliorare l’efficienza dei suoi impianti e conquistando in questo modo nuove fette di mercato”. Quanto stanno pesando sul comparto i vertiginosi rincari energetici, uniti a quelli dei container per il trasporto e alle conseguenze legate ai cambiamenti climatici e quali sono le “armi” a disposizione per contrastare questa difficile congiuntura? “L’enorme aumento dei costi di produzione registrati negli ultimi mesi rappresenta anche per il nostro comparto una grave minaccia. Gli incrementi poi non riguardano solo l’energia e i container per il trasporto, ma anche i crediti di carbonio. La volatilità che caratterizza questi mesi così difficili rende tutto molto incerto e credo che fino a quando non si troverà un accordo di pace tra Russia e Ucraina la situazione purtroppo non migliorerà. Per le aziende di essiccazione e disidratazione dei foraggi che aderiscono a CIDE è allora importante che il prezzo di mercato riesca a coprire i nuovi, aumentati costi di produzione”. La sostenibilità ambientale rappresenta una delle più importanti priorità. Come può essere rispettata con una quota di proteine vegetali importate, parliamo soprattutto di soia, che a livello europeo oscilla tra il 60 e il 70%? “In Europa il sostegno alla produzione di proteine vegetali è insufficiente. Ritengo che gli agricoltori europei dovrebbero trarre da un ettaro di erba medica/trifoglio lo stesso reddito ottenuto da un ettaro di grano o mais, un obiettivo che per essere centrato necessita però di un aiuto importante a livello comunitario: è questo l’unico modo per raggiungere l’autosufficienza produttiva europea di proteine vegetali”.

L'autosufficienza produttiva europea di proteine vegetali si potrà raggiungere solo con un importante sostegno comunitario
Secondo Eiko Duursema l'erba medica essiccata e disidratata deve essere al centro di un processo continuo di valorizzazione all'insegna dell'efficenza e della sostenibilità

La guerra attualmente in atto sta mettendo a rischio la consegna di frumento da parte dell’Ucraina: quali conseguenze ritiene potrà avere questa situazione sul settore dei foraggi essiccati? “L’aumento di superfici seminate a orzo e grano renderà più difficile al settore della disidratazione stipulare contratti con gli agricoltori che anziché seminare erba medica hanno preferito orientarsi verso altre colture cerealicole”. Quali sono le azioni e/o le iniziative che Cide ha in serbo per favorire un aumento a livello europeo delle superfici coltivate a foraggi, erba medica in primis, anche in funzione di quanto prevede la nuova Pac, contrastando le conseguenze delle gravi crisi internazionali che stiamo attraversando? “Penso che CIDE, le Associazioni nazionali e quelle degli agricoltori debbano focalizzarsi su alcuni aspetti quali: richiedere un minor aggravio fiscale sui prodotti energetici; autorizzare la coltivazione di colture azoto-fissatrici come l’erba medica sui terreni in set-aside e nelle superfici marginali definite dalla nuova Pac; fornire un forte sostegno alle misure di risparmio energetico e ai progetti legati alla transizione energetica come i pannelli solari, i bruciatori a biomasse, gli impianti destinati alla produzione di gas verde e idrogeno; innovare il prodotto e il mercato valorizzando i nostri prodotti disidratati e ultimo, ma non per importanza, continuare e aumentare l’efficienza e la sostenibilità della nostra produzione”.